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Vacanza, aereo, volo, consegna bagagli, ritardo, conseguenze PDF Stampa

Tribunale Palermo, sentenza 03.06.2010 n° 2872

La consegna in ritardo dei bagagli, in seguito a volo in aereo, determina un danno risarcibile.

La quantificazione andrà effettuata tenendo presente gli scontrini attestanti i beni ed effetti personali che il cliente è stato costretto a comprare.

Di seguito la sentenza:

Tribunale di Palermo

Sentenza 3 giugno 2010, n. 2872

repubblica italiana

in nome del popolo italiano

Il G.O.T. dott.ssa Chiara Francesca Maria Spiaggia, in funzione di Giudice monocratico del Tribunale di Palermo, IIIa Sezione Civile,

ha pronunciato la seguente

sentenza

nella causa iscritta al n° 17779 del Ruolo Generale degli Affari Contenziosi Civili del 2007

TRA

M. G., G. T., in proprio e quali genitori esercenti la patria potestà sul minore M. L., elettivamente domiciliati in Palermo, via Terrasanta n. 6, presso lo studio dell’Avv. Liborio Gambino che li rappresenta e difende per mandato a margine dell’atto di citazione

ATTORI

CONTRO

Air One spa, in persona del Presidente legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall’Avv. Livio Michele Listanti e dall’Avv. Mariagiovanna Ferraù, ed elettivamente domiciliata in Palermo, via Tunisi n. 11, presso lo studio di quest’ultima, giusta procura in calce alla comparsa di costituzione e risposta

CONVENUTA

OGGETTO: domanda di condanna al risarcimento dei danni nei confronti del vettore aereo.

Conclusioni: per gli attori come in atto di citazione e memorie ex art. 183 cpc, per la convenuta come in comparsa di risposta e successive difese.

RAGIONI DI FATTO E DI DIRITTO DELLA DECISIONE
(Artt. 132 c.pc. e 118 disp. att. cpc, come novellati dalla L. n. 69/2009)

Preliminarmente, va evidenziato che la presente sentenza viene redatta in conformità al disposto di cui all’art. 132 cpc novellato dalla legge n. 69/2009, per come espressamente previsto dalle disposizioni transitorie.

Con atto di citazione notificato a mezzo servizio postale, gli attori convenivano in giudizio, davanti al Tribunale di Palermo, la Air One spa, chiedendo che quest’ultima venisse dichiarata responsabile della ritardata consegna dei bagagli imbarcati all’aeroporto di Palermo nonché del loro danneggiamento, sul presupposto di una responsabilità, della società convenuta, sia contrattuale che extracontrattuale chiedevano la condanna al pagamento della complessiva somma di € 13.611,86, di cui: € 527,86 per il rimborso delle spese sostenute per l’acquisto di beni di prima necessità; € 1.300,00 per il risarcimento dei danni ex art. 22 della Convenzione di Montreal, € 2.000,00 per il danno da vacanza rovinata; € 3.184,00 per il danno patrimoniale da vacanza rovinata e corrispondente al prezzo del biglietto della crociera.

Conviene, in via preliminare, esaminare congiuntamente le due eccezioni sollevate dalla convenuta in relazione all’asserita decadenza degli attori da ogni pretesa ex art. 31 della Convenzione di Montreal 1999 e al difetto di legittimazione ad agire della sig.ra T. G..

Alla fattispecie in esame va applicata, per come concordemente riconosciuto dalle parti in causa, la disciplina di cui alla Convenzione di Montreal del 1999, alla quale è stata data esecuzione nel nostro ordinamento mediante la L. n. 12 del 10.01.2004.

Come è noto, l’art. 31 della predetta Convenzione prevede i termini per la presentazione dei reclami, disponendo che “In caso di danno, la persona avente diritto alla consegna deve, appena constatato il danno, presentare reclamo al vettore immediatamente e comunque entro sette giorni dalla data del ricevimento, in caso di bagaglio consegnato, ed entro quattordici giorni dalla data di ricevimento, in caso di merce. In caso di ritardo, il reclamo deve essere inoltrato entro ventuno giorni dalla data in cui il bagaglio o la merce sono stati messi a sua disposizione. Il reclamo deve avere forma scritta ed essere presentato o inviato entro i predetti termini. In mancanza di reclamo nei predetti termini, si estinguono le azioni nei confronti del vettore, salvo in caso di frode da parte di quest'ultimo.”

Dalla documentazione versata in atti, risulta che i bagagli smarriti sulla tratta Palermo-Roma/Venezia del 18.08.2007 sono stati riconsegnati agli attori in data 23.08.2007 ed il sig. G. M. ha inviato il reclamo, di cui all’art. 31 della Convenzione, il 31.08.2007, rispettando, dunque, il termine di giorni ventuno, di cui sopra.

Tuttavia, esaminando il predetto reclamo risulta che esso è stato inoltrato unicamente dal sig. G. M. in proprio e non anche quale genitore esercente la patria potestà sul figlio minore né in nome e per conto della sig.ra G. T..

Conseguentemente, non avendo la sig.ra G. T. e il minore L. M., presentato reclamo nei termini previsti vanno dichiarati decaduti da ogni azione nei confronti della società convenuta.

Va, parimenti, accolta l’eccezione sollevata dalla convenuta in ordine al difetto di legittimazione attiva della sig.ra G. T., evidenziando che tale difetto va rilevato d’ufficio anche in capo al M. L..

Invero, l’obbligazione inerente al trasporto dei bagagli va ritenuta connessa e strumentale alla prestazione di trasporto aereo, pertanto, mancando in atti la documentazione attestante l’avvenuta consegna al vettore dei bagagli da parte della G. e del L. M., si deve necessariamente ritenere, alla luce degli scontrini identificativi dei bagagli tutti a nome di M. G., che l’obbligazione di trasporto dei bagagli si sia perfezionata unicamente nell’ambito del contratto di trasporto tra il M. G. e l’Air One.

Conseguentemente la G. e il M. L. vanno dichiarati nel giudizio privi di titolarità attiva in ordine alla domanda di condanna proposta in proprio per inadempimento contrattuale del vettore.

Entrando ora nel merito della presente controversia, M. G. ha innanzi tutto chiesto il risarcimento dei danni patrimoniali e non subiti in conseguenza della ritardata consegna e deterioramento dei bagagli imbarcati all’aeroporto di Palermo.

Premesso che, in punto di fatto, non è contestato e risulta documentalmente provato che il M. consegnò i bagagli all’aereoporto di Palermo, ove s’imbarcava su un volo Air One, e che giunto a Venezia constatava la perdita di tutte le valigie, le quali gli venivano consegnate solamente in data 23.08.2007 presso lo scalo di Istanbul.

Va, pertanto, dichiarato l’inadempimento della società convenuta all’obbligo di custodia e di riconsegna dei bagagli, da cui deriva la responsabilità della predetta società per il danno subito dall’attore a causa dello smarrimento e della ritardata consegna dei suoi bagagli.

Per procedere alla quantificazione dei danni, occorre richiamare il disposto dell’art. 22 della Convenzione di Montreal che al secondo comma stabilisce che “nel trasporto di bagagli, la responsabilità del vettore in caso di distruzione, perdita, deterioramento o ritardo è limitata alla somma di 1.000 diritti speciali di prelievo per passeggero, salvo dichiarazione speciale di interesse alla consegna a destinazione effettuata dal passeggero al momento della consegna al vettore del bagaglio, dietro pagamento di un'eventuale tassa supplementare” .

Tale norma prevede un limite alla responsabilità del vettore in termini di massimo valore indennizzabile, limite recentemente confermato dalla Corte di Giustizia Europea con sentenza n. 451243 del 7.05.2010.

La Corte di Giustizia Europea ha, inoltre, chiarito che il termine «danno» derivante dalla perdita di bagagli, contenuto all’art. 22, n. 2, della convenzione di Montreal, include tanto il danno materiale quanto il danno morale.

Siffatta interpretazione, invero, consente di garantire il giusto equilibrio dei contrapposti interessi, ossia quelli del passeggero ad essere risarcito agevolmente e rapidamente e quelli dei vettori aerei a non essere gravati da oneri di riparazione difficilmente identificabili e calcolabili, atti a compromettere e/o paralizzare la loro attività economica.

Come, dunque, confermato dalla sopra citata decisione, si ha diritto a un rimborso fino a mille Dsp (diritti speciali di prelievo pari a 1.134,71 euro) in caso di compagnie aeree dell’Unione europea e dei Paesi che aderiscono alla Convenzione di Montreal e fino a 17 Dsp (circa 19 euro) per kg in caso di compagnie aeree dei Paesi che aderiscono alla Convenzione di Varsavia.

Conseguentemente l’importo dovuto al sig. G. M. dalla società convenuta ascende ad € 1.134,71.

Relativamente ai danni subiti per il ritardo nella consegna dei bagagli, alla luce della documentazione in atti (scontrini fiscali) e dell’istruttoria espletata, può ritenersi provata l’esistenza di un danno emergente, atteso che l’attore, rimasto privo dei bagagli, ove erano contenuti i propri effetti personali, abbia dovuto procedere all’acquisto di ciò che gli era necessario, danno, che può liquidarsi in € 527,86, somma che deve essere rivalutata.

In ordine alla richiesta di condanna della società convenuta al risarcimento derivante dal “danno da vacanza rovinata”, va osservato come tale domanda va rigettata avuto riguardo sia all’interpretazione data del termine “danno” dalla Corte di Giustizia Europea con la sentenza del 7.05.2010 n. 451243, sia alla figura in sé di tale danno non patrimoniale.

Come è noto, la direttiva Comunitaria 90/314/CEE, recepita in Italia con D. lgs. n. 111/95, riprodotta nel Codice del Consumo (D. Lgs n.206/2005) ha consentito di ritenere introdotto nel nostro ordinamento il cd. ‘danno da vacanza rovinata’, ovvero il pregiudizio non solo economico ma anche morale collegato alla delusione e allo stress causato dalla circostanza di non aver potuto godere - o godere appieno - dei benefici di una vacanza, a causa della cancellazione della stessa o dei disagi e disservizi subiti.

Detta figura di danno ha natura contrattuale, in quanto trova fondamento nell’inadempimento delle obbligazioni assunte dall’agenzia di viaggi e/o dal tour operator relativamente ad contratto di viaggio o ‘pacchetto turistico’ stipulato con il consumatore. Esso è composto da due voci: il pregiudizio economico per gli esborsi sostenuti, nonché il danno morale dovuto a delusione e stress subiti a causa del disservizio.

Tale voce di danno consegue, dunque, all’inesatta o mancata esecuzione delle obbligazioni derivanti dal contratto di vendita di pacchetto turistico da parte del venditore o dell’organizzatore del viaggio, trovando il fondamento normativo nella disciplina sopra richiamata, e non anche nel caso di contratto di trasporto aereo, cui non trova applicazione la disciplina del Codice del Consumo sopra richiamata.

Invero con il contratto di trasporto il vettore assume l’obbligo, dietro pagamento di un corrispettivo, a trasferire le persone ed i loro bagagli da un luogo ad un altro, non rilevando in alcun modo la finalità del viaggio (di studio, lavoro, piacere), mentre nei contratti stipulati con i tour operator la motivazione di svago e di vacanza rientra nel contenuto del contratto, costituendo la causa in concreto di esso, caratterizzando, altresì, l’obbligazione del venditore, che deve garantire la fruizione della vacanza pena l’inadempimento ed il consequenziale risarcimento del danno.

Il danno derivante dal mancato pieno godimento della vacanza sulla nave da crociera non può ritenersi tra quelli astrattamente prevedibili, ai sensi dell’art. 1225 c.c., dalla società convenuta come conseguenza probabile dell’inadempimento dell’obbligazione di consegna tempestiva dei bagagli ai passeggeri, avuto riguardo al tipo di contratto concluso tra le parti.

In conclusione, la società Air One spa va condannata al pagamento in favore del sig. G. M. della somma di € 1.662,57, oltre rivalutazione monetaria e interessi compensativi al tasso legale (da calcolare sulla somma, previamente devalutata, e rivalutata di anno in anno) dalla data dell’inadempimento a quella di questa decisione, nonché poi interessi legali dalla data della decisione al soddisfo.

In ordine alle spese legali, attesa la notevole riduzione della somma richiesta in atto di citazione e quella liquidata e la soccombenza reciproca, si ritiene sussistano giusti motivi, ex art. 92 c.p.c., per compensare le spese tra le parti.

In virtù della previsione dell’art.282 c.p.c., la presente sentenza è immediatamente ma provvisoriamente esecutiva tra le parti.

P.Q.M.

Il G.O.T., in funzione di giudice di Tribunale in composizione monocratica, ogni contraria istanza ed eccezione respinta e definitivamente pronunciando,

dichiara la sig. ra G. T. e il sig. L. M. decaduti da ogni azione nei confronti della società convenuta ex art. 31 della Convenzione di Montreal 1999;

dichiara il difetto di legittimazione attiva dei sigg. ri G. T. e M. L.;

condanna la Air One spa, in persona del legale rappresentante pro tempore, a pagare a G. M. la somma di € 1.662,57, oltre rivalutazione monetaria ed interessi al tasso legale (da calcolare sulla somma, previamente devalutata, e rivalutata di anno in anno) dalla data dell’inadempimento a quella di questa decisione, nonché poi interessi legali dalla data della decisione al soddisfo;

dichiara interamente compensate tra le parti le spese di lite.

dichiara la presente sentenza provvisoriamente esecutiva tra le parti.

Così deciso in Palermo il 3 giugno del 2010.

Il G.O.T.

(dott. ssa Chiara Francesca Maria Spiaggia)

Fonte: altalex.com

 

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